“Vietato Soffrire!”

“Durante la Prima Guerra Mondiale, il governo italiano vietò ogni manifestazione pubblica di lutto e cordoglio per non deprimere il morale della nazione. Così nacque il tabù della morte, che ancora oggi ci affligge tutti.

Se una persona che ami è gravemente malata e provi un groviglio indescrivibile di emozioni che ti fanno soffrire, questa lettera ti aiuterà a ritrovare la serenità di cui hai bisogno per starle a fianco ed accompagnarla nel suo percorso.”

Quando i trattamenti ospedalieri falliscono e sembra che non ci sia più nulla da fare, la speranza può assumere una nuova forma: che i giorni restanti siano felici, almeno ogni tanto, che i propri doveri siano assolti, che ogni relazione venga riparata, e che di ogni momento sia fatto tesoro.

 

Non è certo facile dar vita a questa speranza e mostrarti forte quando stai accanto a qualcuno che soffre. Ogni giorno vai in ospedale, torni in ufficio e non puoi fare a meno di pensare: “non devo soffrire, devo essere forte!”, mentre dentro senti un groviglio di emozioni dolorose: rabbia, tristezza, dubbi. Emozioni che non riesci ad esternare, che ti saltano alla gola e ti fanno sentire vulnerabile, impotente e incompreso.

 

Se ti ritrovi in queste mie parole, allora in questa breve pagina troverai le risposte a molte delle domande che ti assillano durante la giornata, ad esempio: perché a volte ti senti sopraffatto dalle emozioni? Perché ti dai tanto da fare affinché gli altri non ti vedano vulnerabile e in difficoltà? Perché hai così tanti dubbi su quale sia il modo giusto di affrontare questo momento?

L’indescrivibile confusione che provi quando stai vicino ad una persona malata ha un nome ed un’origine precisa
Una persona che ami è sdraiata in un letto d’ospedale e in cuor tuo sai che non tornerà più a casa. Magari stai vivendo la tristezza di vedere la tua mamma a letto, non più autonoma, e hai paura che smetta di lottare; oppure sei in ospedale tutto il giorno per accudire tuo figlio e vivi tutti i momenti che passi a fianco a lui nel terrore (e nella consapevolezza) che possano essere gli ultimi; forse stai dicendo addio a tua moglie, che improvvisamente si è ammalata, qualcosa che ha completamente sconvolto la vostra famiglia e che ti impone di essere un riferimento ancora più importante per i tuoi figli, mentre non sai nemmeno come farai a badare a te stesso senza di lei.

Dentro di te, in questo momento, c’è una grande confusione. Giorno dopo giorno provi un misto di emozioni che si alternano, a volte con violenza, spesso in modo incomprensibile:

Ti senti in colpa perché a volte ti ritrovi a pensare a quella persona come se già non ci fosse più, mentre è ancora viva;

Provi vergogna quando devi nascondere il tuo dolore in pubblico, perché sai che gli altri potrebbero giudicarti e crederti fragile;

Quando per strada vedi una coppia felice, il tuo cuore si riempie inspiegabilmente di rabbia e non puoi dirlo a nessuno;
Hai paura di non essere abbastanza forte da sopportare la visione di così tanto dolore, ma sai che se ti tiri indietro lo rimpiangerai per tutta la vita;
Credi di non avere più un cuore quando, all’improvviso, ti senti sollevato all’idea che, almeno, finalmente smetterà di soffrire.
Non sei solo in questo dolore: scoprire che cos’è il lutto anticipatorio può aiutarti ad affrontare questo momento così difficile
… in tutte queste occasioni ciò che stai vivendo è quello che gli specialisti chiamano lutto anticipatorio, ovvero il periodo in cui chi sta male e la sua famiglia vivono la minaccia della morte.

Harold Pinter (premio Nobel britannico nel 2005 per la letteratura) chiama il periodo del lutto anticipatorio “terra di nessuno”:
“Quando una persona sta per morire, ci troviamo immersi in una terra di nessuno: la speranza ci sta lasciando e non ci troviamo ancora di fronte a un deserto assoluto.”
In questa terra di nessuno, ti ritrovi a vagare come tutti coloro che hanno smarrito la via. A volte esplodi di rabbia proprio con le persone che ti stanno più vicine, oppure inizi a mangiare, bere o fare acquisti in modo compulsivo. In altri momenti, costringendoti a non accettare la realtà, cerchi con ansia un altro dottore, un altro ospedale, un’altra cura sperimentale, anche se sai di aver già fatto tutto quello che potevi.
Sai che dovresti solo star vicino a chi non ci sarà più e nient’altro, per goderti gli ultimi momenti insieme, ma è più forte di te: queste ondate di emozioni negative ti travolgono e ti spingono sempre più in profondità nella terra di nessuno.
Non darti la colpa di queste emozioni negative, noi italiani siamo figli della nostra cultura e il modo di affrontare la morte che ci ha caratterizzati per migliaia di anni è stato spazzato via dalla Prima Guerra Mondiale
Dal mondo antico fino agli inizi del ‘900, gli italiani hanno sempre saputo come affrontare la morte. Oggi invece, tu sei vittima di un cambiamento culturale che parte da lontano e che si è rafforzato silenziosamente nel tempo, condizionando il tuo modo di vivere questa esperienza.
Per millenni abbiamo vissuto la morte come un aspetto doloroso ma naturale delle nostre vite:
I malati trovavano la loro morte serena in casa, così che adulti e bambini erano educati a sperimentare la fine della vita e le sue implicazioni emotive;
La preparazione per il rito funebre era svolta dai familiari stessi, e questi ultimi gesti d’amore servivano sia ad onorare la persona amata che ad aiutare i superstiti ad elaborare il lutto;
L’intera comunità partecipava alla cerimonia, religiosa o laica che fosse, dando l’addio al defunto e raccogliendosi attorno alla sua famiglia, per accudirne e proteggerne i membri durante il periodo di cordoglio, senza abbandonarli a soffrire in solitudine come invece accade oggi.
Poi, un brutto giorno, tutto è cambiato.
Nel 1918 il presidente del consiglio Vittorio Emanuele Orlando ha vietato funerali, processioni, veglie e persino il suono delle campane per 2 anni!
(vedi il libro La guerra dei nostri nonni – Aldo Cazzullo)
Questo avvenne al termine della Prima Guerra Mondiale e in coincidenza con l’arrivo della febbre spagnola, una delle più grandi pandemie della storia. Ogni famiglia della nostra nazione ha vissuto una o più morti in quei due anni. E questo incredibile dolore lo hanno vissuto:

senza poter svolgere i funerali e quindi senza poter dare un ultimo saluto a chi avevano amato, per onorare la sua memoria;

senza il rintocco delle campane, simbolo religioso importantissimo e riconoscimento pubblico di un’anima che se n’era andata;

senza annuncio mortuario e senza corteo, quindi senza la possibilità di circondarsi di membri della comunità in grado di fornire supporto pratico ed emotivo nel periodo di cordoglio.

Immagina il dolore, la rabbia, la frustrazione dei genitori, dei coniugi e dei figli che in quegli anni di dolore hanno dovuto censurare l’esternazione delle proprie emozioni, con la sola motivazione, imposta per legge, di non far crollare il morale della popolazione italiana.

Immagina questo evento che vissuto doloroso ha lasciato nei nostri nonni e come le conseguenze siano giunte fino a noi, fino a te, amplificate dai cambiamenti sociali e tecnologici che hanno reso l’Italia un paese più superficiale e sempre meno in contatto con le proprie tradizioni.
Oggi le persone muoiono in ospedale, e le famiglie lo scoprono tramite le parole distaccate di un medico. Il ruolo delle cerimonie laiche per vivere il lutto è scomparso. Questo ha lasciato le persone non credenti prive di un modo per salutare per l’ultima volta la persona cara e prendere atto della morte. La nostra società è governata da dinamiche sempre più stressogene e frenetiche, e questo porta le persone a compensare dando spesso priorità alla proprio bisogno di evasione. Una società nel suo insieme sempre meno propensa alla capacità di ascolto generoso e paziente nei confronti di chi soffre…
Sei figlio di questi cambiamenti, quindi le difficoltà che hai nel vivere le tue emozioni non sono una tua responsabilità.

Sei nel mezzo di un’onda emotiva che ha almeno 100 anni di storia e che ti ha travolto senza che tu potessi fare nulla.
È possibile che tu riesca a comprendere le tue emozioni, a portarle fuori e viverle in modo più dolce?
Sì, facendoti aiutare a riscoprire il modo naturale con cui i nostri antenati hanno sempre affrontato la morte

In modo che che tu possa finalmente focalizzarti principalmente sull’amore che da sempre ti lega alla persona a cui ti stai dedicando ora.



Avere una guida ti aiuterà dove non riusciresti da solo. È necessario che qualcuno ti guidi, che qualcuno ti mostri come quello che stai vivendo è stato già affrontato in maniera simile da altre persone intorno a te, anche se non riesci a vederlo.


È necessario che, grazie a racconti, suggerimenti e indicazioni precise, tu abbia un riferimento che ti mostri come scrollarti di dosso questa armatura emotiva, che ti protegge solo in apparenza, mentre in realtà ti impedisce di vivere gli ultimi momenti di gioia insieme alla persona che ami e ti trasforma in una pentola a pressione.

Un libro semplice che risponde alle richieste delle famiglie che vivono questo dolore

Proprio per aiutarti in questo contesto, sono lieto di presentarti il mio libro: “Quel che rimane è l’amore


Questo scritto, nella sua forma attuale, è nato come un tentativo di risposta alle richieste, ai dubbi, alle mail delle famiglie che hanno vissuto un periodo di dolore come quello che stai vivendo tu. E per questo si sono rivolte a me.


Ho imparato e ricevuto tanto da loro. Le loro storie arricchiscono questo testo e lo rendono molto prezioso per chi deve ancora affrontare il lungo viaggio dell’elaborazione del lutto.

È un libro pratico, emotivo, ricco di storie personali e consigli che si sono dimostrati realmente efficaci. È soprattutto un libro molto lontano dalla freddezza, dai toni medici e scientifici dei testi di psicologia clinica.

In questo libro troverai la descrizione e la spiegazione di molte delle emozioni che stai vivendo ora.

Avrai esempi e storie con cui rapportarti e grazie alle quali comprendere la profondità delle emozioni che invadono ogni giorno la tua vita.

Aiuto e conforto nei momenti difficili, anche quando senti di non poterne parlare con nessuno
Grazie a questo libro avrai:
parole semplici e tenere che, a differenza di altri libri sull’argomento (tipicamente pieni di teorie psicologiche e studi clinici), ti aiuterà e ti conforterà nei momenti difficili, come se stessi parlando con un vecchio e saggio amico di famiglia;
parole semplici e tenere che, a differenza di altri libri sull’argomento (tipicamente pieni di teorie psicologiche e studi clinici), ti aiuterà e ti conforterà nei momenti difficili, come se stessi parlando con un vecchio e saggio amico di famiglia;
strumenti e suggerimenti per alleggerire la pressione che stai vivendo tutti i giorni, in modo da ritrovare le energie che ti servono per dare supporto alla tua famiglia ed affrontare le incombenze urgenti;
Prezioso materiale di riflessione, che più di ogni altro farà la differenza nel determinare quanto sarà lungo e sofferto il tuo lutto dopo che la persona se ne sarà andata
le chiavi per capire se è il momento di chiedere aiuto ad uno specialista (che sia un medico, uno psicologo o un uomo di fede) che ti possa aiutare e guidare nei momenti di maggiore difficoltà e quindi mantenere la lucidità per onorare anche le altre tue responsabilità in famiglia e al lavoro;
la domanda più importante che devi assolutamente fare alla persona che ami finché sei in tempo, per non avere rimpianti in futuro e poter portare sempre con te la sua guida anche quando non ci sarà più.
Ti offro il frutto di un lavoro quotidiano durato più di cent’anni
Questo libro è il frutto del lavoro che giorno dopo giorno la mia famiglia porta avanti da più di cento anni. Posso dire che è il condensato di tre aspetti importanti della mia esperienza:

la mia azienda opera in questo settore da oltre un secolo: prima mio nonno poi mia madre ed ora io, con cura ed attenzione, abbiamo provveduto il supporto necessario alle persone che affrontano profonda sofferenza di chi deve assistere alla vita che si spegne nella persona amata;

abbiamo aiutato circa 4000 famiglie ad attraversare un momento di dolore come il tuo, persone che hanno vissuto le stesse emozioni che stai vivendo tu in questi mesi;

da anni sto collaborando con psicoterapeuti preparati, per dare ai miei clienti supporto psicologico ed emotivo, sono il primo nel mio campo a fare una cosa simile, consapevole di quanto faccia la differenza.

Proprio per questo posso dire di comprendere quello che stai passando in questo momento, come testimoniano le molte persone che ho aiutato in questi anni:
Ogni giorno aiuto le persone che soffrono come te

Sono Andrea Cavallaro e potresti non volermi ascoltare: non sono un medico, non sono uno psicologo, né uno psicoterapeuta. Tutto quello che leggerai in questo libro, a proposito di come affrontare la perdita di una persona cara nel modo meno traumatico possibile, è unicamente frutto della mie esperienza personale nel cercare di aiutare migliaia di persone a dare ai loro cari un ultimo saluto perfetto, da ricordare con amore.

Per questi motivi credo di poterti presentare un aiuto davvero significativo in questo momento difficile della tua vita.

Questo libro raccoglie la mia esperienza vissuta a contatto con psicoanalisti e specialisti del settore. Professionisti a cui ho chiesto di stare vicino alle persone che si sono rivolte a me. Ma soprattutto è un libro che raccoglie le storie di queste persone. Storie di dolore, storie di rabbia, storie che raccontano la paura di non farcela. Storie nelle quali sicuramente troverai un termine di paragone, una possibile via di uscita, almeno temporanea, dal dolore immenso che stai vivendo. Perché chi ti dice che “devi essere forte e andare avanti” sta pronunciando solo un’inutile  frase fatta.

Ma non troverai solo esperienze. Troverai anche un’efficace guida a cui potrai appoggiarti per comprendere e superare il dolore delle emozioni che stai vivendo.

Il libro ha un costo di XX €, una cifra irrisoria per l’aiuto che potrai ricavarne in questo momento della tua vita.

Leggere questo libro ti aiuterà a trovare la serenità di cui hai bisogno per stare a fianco alla persona che ami, fare tesoro di ogni momento e ricordarti di vivere anche attimi di gioia
Ora la prossima mossa la devi fare tu.

Puoi decidere di rimanere nella terra di nessuno, sballottato dalle emozioni come una barchetta in mezzo al mare; sempre con il dubbio di aver avuto una reazione di troppo, di non essere stato sufficientemente a disposizione della persona che ami, con il timore che non ci sia la possibilità di alleviare il tuo dolore né la possibilità di stare con tutto te stesso a fianco a chi sta combattendo la malattia.

Oppure puoi lasciare che io ti aiuti con questo libro, un vero salvagente dei momenti di maggiore difficoltà. Potrai ricevere una serie di indicazioni che ti permetteranno di:

vivere le tue emozioni in modo naturale e quindi di poter trascorrere e assaporare nel modo migliore gli ultimi giorni della persona amata;

valutare il tuo stato d’animo e comprendere quando le tue reazioni sono sane e frutto del lavoro emotivo che stai portando avanti; questo ti aiuterà a vivere l’attuale periodo nel tuo modo unico, nel modo che è più adatto a te; senza doverti uniformare al modo di vivere il dolore che i tuoi genitori, la tua famiglia, gli amici e i colleghi si aspettano da te.

valutare invece quando le tue reazioni sono represse o eccessive e prendere in considerazione la possibilità di chiedere un aiuto. Semplice e di breve durata, come una passeggiata o una cena con qualcuno con cui puoi parlare e a cui puoi raccontare le tue emozioni senza sentirti a disagio; oppure un aiuto più importante e strutturato come ad esempio rivolgersi ad un medico, ad uno psicologo o ad un uomo di fede.  

Il libro si articola nella descrizione delle cinque fasi del lutto, partendo dal lutto anticipatorio, fino ad arrivare al momento della morte, al funerale e alla successiva elaborazione del lutto. Nessun altro libro in Italia affronta il lutto con una visione così ampia, per aiutarti a prepararti al momento della morte e alleviare la sofferenza nel periodo di cordoglio.

Con l’acquisto del mio libro potrai anche partecipare, gratuitamente, ai miei eventi sulla gestione del dolore.

Ecco cosa puoi trovare nel mio libro:

– Prefazione
– L’origine del libro
– Cosa fare quando la persona che ami è in ospedale
– L’unicità con cui ognuno di noi affronta la morte
– Adattarsi a realtà inaccettabile
– Rabbia: l’importanza del tempo
– Contrattazione: la trattativa con Dio
– La profondità del buio 
– Accettazione e Trascendenza: un giorno di primavera dopo l’inverno
– Ringraziamenti
– Bibliografia

Inoltre, tutte le persone che acquisteranno il mio libro riceveranno un grande regalo: l’invito a partecipare alle serate in compagnia degli psicanalisti e di altre persone che “ci stanno passando”.

Queste serate si aprono con l’intervento della nostra psicanalista, che introdurrà il metodo per vivere nel modo più sereno il periodo che stai affrontando, dopodichè potrai fare le domande più importanti per te e ricevere le risposte dai nostri esperti.

Potrai inoltre ascoltare le domande di chi si trova nella stessa tua situazione

Queste serate ti aiuteranno a darti il sostegno così necessario nei momenti più difficili, e soprattutto a sentirti compreso.

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